Il senso olistico delle cose

Il senso olistico delle cose

Nell’immagine cosa vedi aironi bianchi oppure aironi neri?

Sicuramente qualcuno vedrà a primo impatto quelli bianchi e qualcuno quelli neri e ognuno di loro avrà dato comunque la risposta giusta.

Esiste davvero una realtà assoluta in grado di descrivere ciò che vediamo così come quello che ci perviene dagli altri sensi?

Siamo così abituati a classificare e circoscrivere ogni cosa ma vediamo da questo semplice esempio che osservando la realtà essa non è poi così assoluta.

L’immagine comprende entrambi gli aironi, quelli bianchi e quelli neri, questo per sottolineare che è vero un elemento ed anche il suo opposto.

Hai mai sentito parlare del tao?

È il famoso taiji, il simbolo che ci arriva dall’ Oriente, il cerchio in cui troviamo i due opposti e complementari, lo yin e lo yang: entrambi fanno parte del medesimo intero e in ognuno dei due c’è il germe dell’altro.

Il simbolo dà l’idea di una marea che sale e retrocede, di fusione del bianco nel nero e del nero nel bianco, di unione nella contrapposizione.

Entrambi gli elementi coesistono, non si escludono, non sarebbe possibile proprio perché fanno parte dello stesso intero, inoltre sono in continuo movimento e trasformandosi, si alternano rimanendo indissolubili.

L’unica costante riguarda la loro ciclicità, il movimento del flusso vitale.

Si può dire di una mano che non fa parte del corpo? O di una nuvola che non fa parte del cielo?

Oppure si può dire di poter vivere una vita di sola gioia o di solo dolore?

Solo l’inclusione assicura che l’intero funzioni in maniera perfetta!

Questi concetti sono ben noti al mondo orientale e stanno prendendo oramai piede anche in Occidente ed anche in questo caso la realtà è costituita da entrambe le visioni.

La visione occidentale e quella orientale insieme si completano: approccio scientifico e osservazione della natura.

Il concatenarsi degli elementi yin e yang esprime il concetto della dualità della vita, dall’Universo alla più piccola particella e insieme, della totalità della vita stessa.

Cosa possiamo considerare yin e cosa yang?

Gli esempi da fare sono innumerevoli.

Ricordi il gioco del “se fosse…”?

Dunque se fosse il genere yang sarebbe maschile e yin femminile, se fosse una stagione yang sarebbe l’estate e yin sarebbe l’inverno, se fosse un punto cardinale yang sarebbe il sud e yin il nord, se fossero numeri yang i numeri dispari e yin i numeri pari, se fosse una parte del giorno yang sarebbe il giorno e yin la notte così pure rispettivamente la luce e il buio, il sole e la luna, il fuoco e l’acqua, il caldo e il freddo.

Se fosse una direzione yang sarebbe destra e yin sinistra, se fosse il carattere yang sarebbe estroversione e yin introversione, se fosse un luogo yang sarebbe esterno e yin interno oppure alto e basso rispettivamente o cielo e terra, riguardo al peso yang sarebbe leggero e yin pesante e potremmo continuare all’infinito!

Insomma lo yang è attività, movimento, dinamismo, estroversione, calore, luce, esteriorizzazione mentre lo yin all’opposto rappresenta la tranquillità, il freddo, il buio, la conservazione, l’interiorizzazione, la concentrazione, la struttura.

In natura tutto rispetta questa ciclicità ed è grazie a questa legge perfetta che cadono le foglie in autunno perché possano rinascere in primavera, è secondo questa perfezione che le temperature smettono di salire all’apice della stagione estiva e cominciano a scendere andando incontro all’autunno.

Voglio aggiungere un atro esempio della dualità: energia e materia. Qual è l’elemento yang e quale l’elemento yin nella coppia?

Da quanto detto emerge che l’energia è l’elemento yang e la materia l’elemento yin.

Ti ricordi, a tal proposito, la famosa formula di Einstein?

Einstein pone un’uguaglianza tra due elementi decisamente opposti, a sottolineare, anche qui, come dell’unità fanno parte entrambi, materia ed energia, elemento tangibile e immateriale rispettivamente.

Come si fa a riconoscere, toccare, manipolare l’energia se non riusciamo a vederla?

Esiste un sentire diverso da quello sonoro ed è a questo sentire che l’operatore olistico attinge quando tratta il proprio ricevente.

Il corpo è energia condensata e trattando il corpo fisico si agisce sul corpo energetico!

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