Cenni di aromaterapia

Cenni di aromaterapia

Aromi ed essenze richiamano il nostro olfatto che è in diretto collegamento con quella parte del cervello dove risiedono memorie ed istinti.

Una volta raggiunta vanno ad innescarsi reazioni neurologiche che stimolano emozioni positive e benefiche.

Culture lontane nel tempo e nello spazio hanno sviluppato interesse nelle essenze utilizzandole in ambiti anche molto diversi tra loro: dalla religione alla cosmetica, dalla gastronomia alla medicina.

Gli oli essenziali agiscono sull’uomo su tutti e tre i piani: fisico, psichico ed energetico ed è per questo che l’aromaterapia può essere definita una disciplina olistica.

Gli oli vengono utilizzati nel massaggio e agiscono in perfetta sinergia con esso sia mediante il prolungato contatto con l’epidermide che per inalazione.

Le essenze vengono assorbite istantaneamente a livello sistemico per cui nel caso di cattiva circolazione per esempio si può apprezzare facilmente l’efficacia degli oli essenziali di limone, arancio e rosmarino o in caso di dolori muscolari quelli di origano, maggiorana e canfora.

Anche le piante attraverso le essenze richiamano a sé gli insetti per l’impollinazione (le api ed altri insetti come pure i pipistrelli), attirano animali amici e allontanano quelli nemici (erbivori).

Le piante contengono le essenze per difendersi dai batteri, funghi ed altri microrganismi infestanti (in quest’ultimo caso si riversano sul suolo circostante impedendo la crescita di altre piante), per riuscire a sopravvivere in ambienti difficili e prevenire la disidratazione in ambienti molto secchi.

Gli oli essenziali vengono classificati in base a diverse caratteristiche, ad esempio per qualità, metodo di estrazione, in base alla nota.

Riguardo alla classificazione di qualità distinguiamo 3 categorie o gradi:

  • Industriale o di grado 1
  • Alimentare/Profumeria o di grado 2 o extra
  • Terapeutico o di grado 3

In questa classificazione il grado è inversamente proporzionale alla qualità.

Per quanto ci riguarda ci soffermiamo sugli oli di terzo grado, terapeutico, di più elevata qualità quindi.

Essi sono espressamente indicati per l’aromaterapia e devono rispettare specifici requisiti riguardo la qualità (provenienza biologica certificata ed estrazione secondo le modalità ed i tempi previsti per ogni singolo olio essenziale) e di purezza (puri al 100%, senza alcuna aggiunta di composti artificiali o sintetici).

Altra classificazione riguarda l’origine, il metodo di estrazione e altri fattori per cui l’olio essenziale può essere:

  • CONVENZIONALE
  • SELEZIONATO
  • SPECIALE

Convenzionale è l’olio di buona qualità, costo contenuto e per uso quotidiano.

Selezionato è l’olio di qualità più elevata e d’origine elettiva, indicato per la cura del corpo.

Speciale è l’olio essenziale di alta qualità, per l’attribuzione di chemotipo (tipo chimico) meno reperibile e di impiego specifico, legato alla profumazione e all’aromaterapia.

Altra classificazione riguarda le note.

Ogni olio essenziale ha 3 note che ne classificano il profumo ed il carattere, di cui una è dominante.

Le note sono:

  • NOTA ALTA
  • NOTA MEDIA
  • NOTA BASSA

La nota alta, o di testa, è caratterizzata da qualità fresca, leggera ed evapora immediatamente; gli oli essenziali di nota alta agiscono sull’umore (es. arancio, bergamotto, agrumi, menta, albero del tè, eucalipto).

La nota media, cuore della fragranza, emerge un po’ dopo la prima impressione. Maggiormente avvolgenti ed emozionali (es. camomilla, neroli, rose, melissa, lavanda).

La nota bassa o di coda, ha un profumo ricco che emerge lentamente ma più intenso e penetrante. Ha effetto calmante come la maggior parte dei legni e resine ad esempio la mirra e l’incenso e spezie come la cannella, chiodo di garofano, pepe, pino e vetiver.

Dove si trova l’essenza di una pianta?

Facciamo degli esempi diretti:

SOMMITA’ FIORITE (lavanda, rosmarino, timo)

FIORI (camomilla, arancio, gelsomino, violetta)

FOGLIE (eucalipto, verbena)

FRUTTI (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia)

SCORZA DI FRUTTI (arancio, bergamotto, limone)

RADICI E RIZOMI (iris, zenzero)

CORTECCE (cannella, betulla, larice)

LEGNO (canfora, sandalo)

SEMI (noce moscata, mandorlo amaro)

RAMETTI (pino, cipresso, abete rosso, arancio amaro)

GEMME (abete bianco, betulla, pino)

RESINA (mirra, larice)

Per quanto concerne le tecniche di estrazione variano a seconda della parte della pianta utilizzata e del tipo di pianta.

Ne ricordiamo quattro:

  • SPREMITURA
  • DISTILLAZIONE IN CORRENTE DI VAPORE
  • ESTRAZIONE CON USO DI SOLVENTI
  • ENFLEURAGE

La spremitura si esegue a freddo e viene utilizzata per le piante più sensibili al calore e per gli agrumi.

La distillazione in corrente di vapore si usa con le parti più resistenti e secche delle piante e che tollerano di più il calore.

L’estrazione con uso di solventi viene impiegata per le piante aromatiche pregiate e con le essenze che non resistono al calore mediante l’impiego di un solvente.

L’enfleurage si usa per l’estrazione dai fiori e dalle parti molto tenere delle piante. È un processo molto lungo.

Gli oli essenziali così come li conosciamo oggi sono dei prodotti relativamente moderni e recenti.

Nonostante l’estrazione in corrente di vapore sia antica e sia stata sviluppata dagli arabi più di mille anni fa, questa tecnologia è stata utilizzata per arrivare ad ottenere acque aromatiche (considerate all’epoca l’essenza della pianta) e non per isolare gli oli essenziali.

I profumi e gli oli profumati degli antichi egizi vanno intesi come oleoliti (estrazione delle essenze tramite macerazione in olio) o come resine grezze (come ad esempio incenso, mirra, sandalo…).

Gli usi medico-religiosi o cosmetici delle piante aromatiche in antichità si riferiscono all’utilizzo della pianta nella sua totalità e non all’olio essenziale.

Soltanto con il progresso tecnologico è stato possibile isolare con sempre maggior efficienza gli oli essenziali ed iniziare ad utilizzarli.

Le proprietà degli oli essenziali sono numerosissime e altrettanto numerose sono le metodologie per la loro applicazione e il loro utilizzo.

Gli effetti più importanti sono:

effetti antibiotici, battericidi, fungicidi, effetti sul sistema nervoso centrale e periferico, effetti anestetici locali, antispasmodici, balsamico-espettoranti, antiflogistici, carminativi, repellenti per gli artropodi.

Le essenze sono caratterizzate da una concentrazione altissima.

Un grammo di olio essenziale puro equivale a 100 grammi della pianta originaria: ne vengono potenziate le potenzialità benefiche ma anche quelle tossicologiche.

A questo si aggiunga che la cute è una barriera facile da attraversare per le essenze per cui è fondamentale attenersi alle modalità di utilizzo indicate sul prodotto e osservare alcune precauzioni.

  • Non utilizzare oli essenziali se non diluiti in modo appropriato
  • Non applicare oli essenziali puri sulle mucose
  • Evitare il contatto con gli occhi
  • Scegliere l’olio in base alle controindicazioni in caso di allergia o in presenza di condizioni cutanee anomale (dermatite, eczema, pelle fragile, lesionata o infiammata…)

Per le diluizioni utilizzare materiali in acciaio, vetro o ceramica (possono danneggiare infatti diversi tipi di plastiche, vernici, legno).

Durante la gravidanza alcuni oli possono esercitare un effetto negativo; è opportuno evitare olio essenziale di:

aglio: stimola la peristalsi del tratto digerente;

sedano: è un forte diuretico;

geranio: è un regolatore ormonale, diuretico e anticoagulante;

rosmarino, timo bianco, issopo, pepe nero e salvia: possono aumentare la pressione sanguigna e l’ipertensione potrebbe interferire con il flusso del sangue della placenta;

carota, lavanda, camomilla romana, maggiorana dolce, menta piperita e galbano: sono descritti come “emmenagoghi” cioè in grado di stimolare l’afflusso di sangue nell’area pelvica e nell’utero quindi sono da evitare fino alla 20° settimana.

Gli oli essenziali sono sostanze forti e non bisogna mai superare le dosi consigliate.

Il pepe nero, ad esempio, favorisce la diuresi ma in eccesso può causare danni ai reni.

Il ginepro è diuretico ma in alte dosi provoca ritenzione e pur essendo indicato per la cura dell’acne ne può peggiorare i sintomi.

Per quanto riguarda l’assunzione per via orale bisogna fare particolarmente attenzione e muoversi solo su consiglio di un aromaterapeuta.

Prima di iniziare un massaggio bisogna sempre diluire gli oli essenziali scelti con uno o più oli vettori.

Sono da preferire oli vegetali spremuti a freddo, meglio se di origine biologica: facilitano l’assorbimento dell’olio essenziale ed essendo ricchi di acidi grassi naturali e di vitamina A ed E favoriscono il benessere della pelle.

Gli oli maggiormente utilizzati sono:

mandorle dolci, germe di grano, soia, sesamo e oliva (più pesanti, indicati per pelli più secche), girasole e vinacciolo (più leggeri e scorrevoli), avocado, calendula, cocco, jojoba, nocciole…

La percentuale di olio essenziale nell’olio vettore è di 1-3%.

Alcuni oli come il bergamotto ed altri agrumi possono provocare gravi irritazioni cutanee in seguito all’esposizione al sole (fenomeno di fotosensibilità).

L’assorbimento cutaneo delle essenze dipende anche dalle condizioni di integrità della pelle e anche dalla sua temperatura: se il massaggio con gli oli è eseguito subito prima di un bagno o doccia, il calore dell’acqua contribuisce ad un più rapido assorbimento.

Per quanto riguarda la posologia in una bottiglietta da 250 ml possiamo aggiungere fino ad un massimo di 25 gocce di uno o più oli essenziali (massimo 3 o 4 oli).

Per massaggiare tutto il corpo sono sufficienti 4 cucchiaini di soluzione per cui anche il costo è relativo.

L’organismo può essere soggetto ad assuefazione dei componenti degli oli essenziali per cui nel caso verranno cambiati ogni 3 o 4 settimane riducendo questo rischio.

È importante frizionare la soluzione scelta anche sulla pianta del piede in quanto il rapido assorbimento porterà un effetto rilassante su tutte le terminazioni nervose.

L’ideale sarebbe preparare la miscela di oli essenziali e oli vegetali poco prima del massaggio poiché gli oli essenziali tendono ad evaporare rapidamente e di conseguenza ad avere meno efficacia.

Alcuni esempi di miscele in base alle esigenze:

CELLULITE: olio di calendula con essenza di cipresso, limone, arancio dolce

ANSIA E STRESS: olio di mandorle dolci con essenza di lavanda, melissa, arancio dolce

RILASSAMENTO CUTANEO: olio di mandorle dolci/rosa mosqueta/calendula con essenza di lavanda, incenso, geranio

CONTRAZIONI MUSCOLARI: olio di iperico con essenza di ginepro, rosmarino, origano, maggiorana

RILASSANTE: olio di mandorle con essenza di sandalo, neroli, limone, menta piperita

TONIFICANTE: olio di mandorle dolci con essenza di cannella, pino silvestre, basilico

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