La schiena, i metameri e le fasce emozionali

La schiena, i metameri e le fasce emozionali

Nella visione olistica dell’individuo si incontrano, completandosi vicendevolmente, la medicina occidentale e quella d’oriente, dando vita a punti di vista nuovi ed evolutivi.

Vi siete mai chiesti quale significato ha un dolore localizzato in un punto determinato della schiena e cosa vuole dirci il corpo attraverso uno stato sofferente?

Se non ricevessimo continuamente messaggi da parte del nostro organismo moriremmo all’improvviso, senza aver avuto il modo ed il tempo di poter rimediare e soprattutto elaborare e poter trasformare il disagio fisico.

La vita è evoluzione e contempla un viaggio la cui finalità è “passare attraverso e trasmutare”.

Quante volte capita nei nostri dialoghi di non capire bene il nostro interlocutore ed intraprendiamo un’azione inadeguata alla richiesta?

Lo stesso avviene nel nostro fisico quando i messaggi, per cause diverse, sono distorti e la risposta non è quella appropriata al bisogno del momento.

I metàmeri rappresentano le connessioni nervose che dagli spazi intervertebrali irradiano gli stimoli ai vari organi e visceri, stimoli che sono proprio le preziose informazioni del dialogo che interviene fra le diverse parti del nostro corpo.

È la fluidità del dialogo a far in modo che gli stimoli arrivino nei tempi giusti ed il messaggio rimanga integro, autentico e non subisca distorsioni.

Può accadere che gli input non arrivino sempre in modo ottimale e questo perché le tensioni nervose dovute a motivazioni il più delle volte di origine emozionale, causano una falsificazione negli impulsi di comando per cui i nervi tendono ad “arricciarsi” e gli organi iniziano ad accumulare tossine.

I metàmeri hanno andamento trasversale rispetto alla colonna e corrispondono a segmenti muscolari della schiena collegati direttamente al sistema nervoso simpatico, attraverso i nervi spinali da cui le informazioni partono.

Ci sono dieci metàmeri e ad ognuno corrisponde la zona riflessa di un determinato organo o viscere poiché l’innervazione che parte dalla colonna vertebrale raggiunge proprio quell’organo o viscere.

Ne distinguiamo diversi tipi: i metameri coccigei, cervicali, lombari, vertebrali, ossei e spinali.

Le zone in cui si può suddividere la schiena, in base alla funzionalità degli organi corrispondenti, sono tre: la zona dell’ossigenazione, la zona dell’assimilazione e la zona dell’eliminazione situate nell’ordine nella parte più alta, mediale e bassa della schiena.

Per comprendere meglio questa divisione arriva in nostro soccorso la medicina tradizionale cinese.

Alla base del collo troviamo la zona corrispondente ai polmoni e subito dopo quella relativa al cuore.

Polmoni e cuore attraverso la respirazione e l’ossigenazione del sangue provvedono a questa fase fondamentale, di irrorazione e acquisizione di energia, indispensabile al funzionamento del nostro organismo.

Molte problematiche delle vie respiratorie (raffreddori, sinusiti, laringiti) e dolori intercostali (che non sono ovviamente ricollegabili a problemi ben più seri come il caso di infarto) spesso sono dovute alla tensione nervosa accumulata in questa area della schiena.

In base all’approccio filosofico orientale gli organi e i visceri rispecchiano, inoltre, una emozione.

Al polmone si collega l’emozione della tristezza e al cuore quella della gioia.

Quando l’emozione viene vissuta in modo poco equilibrato e in particolar modo viene trattenuta e non si riesce a superarla, possono verificarsi problematiche nel funzionamento degli organi corrispondenti e forti tensioni nelle zone da cui partono i messaggi.

Pensiamo, ad esempio, al caso in cui non si riesce a metabolizzare un lutto e si trattiene un pianto sentendo spossatezza e calo di energia oppure non si riesce a vivere appieno una gioia per il senso di colpa o altre motivazioni che frenano l’entusiasmo.

Andando avanti nella parte centrale della schiena troviamo nell’ordine, dall’alto verso il basso, la zona riflessa di fegato, cistifellea, milza-pancreas e stomaco.

Come si può facilmente intuire, è la zona dell’assimilazione e l’accumulo di tensione in questa area può provocare problematiche legate alla digestione o a dolori addominali.

Al fegato e alla cistifellea corrisponde l’emozione della rabbia mentre stomaco e milza-pancreas sono connessi con la preoccupazione (pensiamo a situazioni in cui una forte rabbia provoca un annebbiamento della vista o non si riesce a mandar giù qualcosa o qualcuno trattenendo l’emozione e rimuginando).

Nell’ultimo tratto della schiena, più o meno dalla linea della vita fino alla base della colonna, troviamo le zone riflesse di reni, intestino crasso, intestino tenue e vescica urinaria.

Una tensione evidente in queste zone può provocare problematiche relative alla eliminazione dei liquidi, stitichezza, squilibri mestruali nelle donne, problemi di tonicità muscolare.

A livello emozionale ai reni e alla vescica urinaria corrisponde l’emozione della paura, all’intestino crasso si associa la tristezza mentre all’intestino tenue la gioia, per cui, a seconda del vissuto, potrebbero verificarsi problematiche su questi organi o visceri e presentarsi tensioni e blocchi nelle fasce corrispondenti.

In base a questa descrizione, approfondendo i disagi emotivi che si vivono, possono pervenire risposte importanti sul proprio stato di salute e soprattutto si può arrivare ad interpretare le cause che inconsapevolmente il più delle volte, lo minano.

È una nuova indagine che fornisce una chiave di lettura alternativa riguardo ai disagi che si possono verificare nelle proprie esperienze di vita e soprattutto, vuole facilitare la conoscenza di chi siamo, aprendo le porte alla consapevolizzazione di ogni aspetto che ci caratterizza.

In che modo possiamo agire sulla schiena per alleviare dolore e stati emotivi squilibrati?

Esistono almeno due tecniche di massaggio: il massaggio metamerico e il massaggio connettivale riflessogeno. Entrambi hanno proprio il compito di allentare le tensioni nervose attraverso il lavoro di scollamento dei tessuti. Il massaggio metamerico prevede manovre che partono dalla colonna verso le zone distali, con l’intento di sciogliere, ammorbidire i tessuti affinché le informazioni arrivino agli organi e visceri in modo puntuale e senza interferenze. Allo stesso modo agisce il massaggio connettivale riflessogeno con la sostanziale differenza che le manovre vengono effettuate su tutto il corpo.

Allentando la tensione nervosa è possibile anche migliorare alcuni inestetismi del viso e del corpo.

Vediamo caso per caso quali sono:

Il metamero del polmone si ricollega alla follicolite seborroica (brufoli sul viso) e all’acne seborroica (sul corpo).

Il metamero del cuore si ricollega alla cuperose lineare (capillari sul viso) e capillari sulle gambe.

Il metamero del fegato è collegato all’inestetismo della pelle alipidica (sul viso) e alla pannicolite (grasso diffuso sul corpo).

Il metamero della cistifellea o vescica biliare è collegato alla pelle grassa (sul viso) e alla cellulite (su cosce e glutei).

Al metamero della milza/pancreas si ricollega l’inestetismo delle rughe superficiali (contorno occhi) e delle smagliature orizzontali (sul corpo).

Il metamero dello stomaco è collegato a rughe profonde (sulla fronte o guance) e smagliature verticali (sul corpo).

Il metamero dei reni è collegato alle borse sottoculari e alla ritenzione idrica nelle gambe.

Il metamero dell’intestino crasso è in stretta relazione con la follicolite linfatica (sul viso) e l’acne linfatica (sul corpo).

Al metamero dell’intestino tenue si ricollega la cuperose diffusa (capillari sul viso) e vene profonde (sulle gambe).

Il metamero della vescica è in connessione con l’inestetismo delle occhiaie e della mancanza di tono (tessuti flaccidi).

Ogni sintomo è un campanello di allarme che va ascoltato con attenzione e a cui, il più delle volte, si può porre rimedio per vivere la vita felice e serena che meritiamo!

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